
Andrea
Bertonasco e un alunno |
La
scuola don Milani ringrazia tutti coloro che hanno
partecipato
Il Lager come luogo di privazione, umiliazione e
morte, in cui la violenza nazista avrebbe voluto
sopprimere tutte le voci...
Il racconto lucido e dolente, ma sempre
profondamente umano, di Primo Levi, riuscito a
riportare, nel regno dei vivi, le voci di alcuni,
sopravvissuti o annientati...
In una situazione ben diversa, il 26 gennaio 2012,
nella palestra della nostra scuola, una gran
varietà di persone ha dato voce alle parole di “Se
questo è un uomo”.
Le alunne e gli alunni, di oggi e di ieri, uniti ai
bimbi più piccoli, alunni di domani. I genitori e i
nonni. Il personale della scuola, non solo i
docenti. Gli amici della scuola.
Chi ha letto, chi ha suonato, chi ha ascoltato, chi
ha sonnecchiato, chi ha pianto, chi si è perso nei
ricordi.
Voci ora tremanti e stentate, ora ferme e melodiose,
argentine o impastate, certe o incerte nel dar suono
alla babele di lingue parlate ad Auschwitz, solidali
nel salvare quel che resta delle parole francesi,
tedesche, polacche, ungheresi, spagnole, italiane di
Auschwitz.
Bastava chiudere gli occhi e concentrarsi su tutte
quelle voci per capire che quella molteplicità è
riuscita a ottemperare alla richiesta di Primo Levi,
di ricordare, nel tempo, la tragedia della Shoah.
Come docenti della scuola Don Milani non possiamo
che essere fieri e grati per quanto realizzato, nel
vedere i nostri giovani alunni diventare un po’ più
grandi di fronte a quel microfono, uniti in un
obiettivo comune a famiglie e docenti.
Grazie a tutti per la presenza e per l’adesione
all’iniziativa.
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