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Il Giorno della Memoria: una testimonianza di prima mano

Eventi > Indice eventi 2007/2008

Martedì 29 Gennaio è venuto a farci visita un signore che era stato internato in un campo di concentramento durante il nazismo e il fascismo in Italia.
Questo signore si chiama Salmoni e ci è venuto a parlare delle esperienze.
Lui quando è stato arrestato nel 1944 aveva 15 anni ed stato portato in un campo in Germania vicino a Weiner. Lui ci ha detto che questi campi erano in totale 1500 ed erano lager ( che in tedesco significa campo). Questi campi erano situati principalmente in Germania, Polonia e in Italia c’erano due campi di smistamento e uno dove uccidevano le persone a Trieste.
Questi campi erano composti da un campo principale dove stavano 80000 persone e da circa 200 campi satelliti ove ci stavano 2000/3000 persone in ognuno di questi. Lui era stato in uno dei principali e ci ha detto che è stato fortunato perché nei stato fortunato perché nei campi satelliti c’era più controllo e si lavorava di più.
Appena arrivati al campo dividevano le persone in gruppi di maschi e di femmine, li spogliavano dei loro oggetti e dei vestiti e mettevano loro la divisa che era composta da una camicia e da dei pantaloni. Gli internati dormivano in un dormitorio dove ci stavano 500 persone e dormivamo 2 persone in un letto. I letti erano a castello a tre piani.
La vita nel campo era difficile ma ci si faceva l’abitudine. La sveglia c’era quando era ancora buio e dopo essersi svegliati l’adunata per contare tutti gli internati .Qui si poteva stare delle ore in piedi al freddo finche qualcuno dell’esercito non si sarebbe deciso a iniziare la conta.
Il lavoro era di circa 11/12 ore al giorno. La lingua parlata era il tedesco e si dovevano rispettare le guardie altrimenti si sarebbe fatto un lavorare più duro. Nei c’era poca speranza di uscire vivi da lì e si attendendo di morire senza sapere se si sarebbero svegliati la mattina dopo. C’era anche molta rassegnazione al potere. Loro capirono che la liberazione era vicina quando videro gli aeri americani sentendo gli spari in vicinanza.
Negli ultimi periodi i nazisti cercarono i uccidere più prigionieri possibili. Quando arrivano gli americani nei campi non credevano ai loro occhi, finalmente venivano liberati. Poi portarono i cittadini del pese vicino per far vedere quei luoghi di sofferenza.
Il problema più grande per loro è stato il ritorno in Italia.
Questo signore è uno dei pochi rimasti dei testimoni diretti di quelli orrori e credo che noi siamo stati molto fortunati ad assistere direttamente alla sua preziosa testimonianza.

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